Guido Galimberti scrive alcune riflessioni circa la possibilità di investire in arte come alternativa ad altre forme di investimento che sembravano finora al riparo da ogni turbolenza.
Molti collezionisti hanno compreso l'importanza finanziaria dell'arte sebbene abbiano ben chiaro il rischio di ridurre le opere d'arte alla stregua di puri investimenti e si chiedano se anche l'arte possa divenire vittima della speculazione.
Certo investire sul talento è un'operazione azzardata peché il talento ha un margine di rischio assolutamente non prevedibile; dunque, l'investitore deve necessariamente essere consapevole della particolarità del mercato a cui si avvicina, deve comprendere che il valore dell'opera va oltre la sua quotazione e risiede soprattuto nel piacere del fruire quotidianamente dell'opera stessa.